Nulla dice addio come una pallottola.
(Philip Marlowe)

Lo scopo della vita è fallire in imprese sempre più grandi.
(Rilke)


         
 
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venerdì, 25 luglio 2008
 
... LE RIMANDIAMO IL SUO STUPIDO FILM

Puntata 3: in cui volevo i soldi e volevo la donna. Non ho avuto i soldi e non ho avuto la donna. (Double indemnity).

Con tatto, dolcezza e un soffio di rammarico si sono presi la briga di rimandarmi il mio stupido film. Il primo 2 di picche non si scorda mai. E' storico. E' il non-inizio e al tempo stesso l'inizio di qualcosa. E' il momento in cui affronti il rifiuto, prendi il no che ti aiuta a crescere e, maturato, da vero uomo che sa gestire i rovesci della vita ti getti dalla scogliera. Pluf. E ti ritrovano come all'inizio di viale del tramonto.

“Dear Alex,”. Inizia in modo informale colui che rappresenta la società che ha prodotto svariati film di Tarantino. Tale Peter Hurwitz della Weinstein Company. Il seguito è così circostanziato che per ben 30 secondi dimentichi che sia un modulo prestampato.

Gli americani sono molto precisi. I concetti sono storicamente scanditi:
a) con questa lettera sappi che abbiamo ricevuto il tuo film;
b) hai detto che era un'idea che ci poteva interessare;
c) sfortunatamente, per una nostra regola che non violeremmo neanche se nel pacco trovassimo banconote da 1.000 euro o un viaggiatore del tempo ci assicurasse che il tuo è il prossimo record al botteghino, noi “non prendiamo in considerazione proposte che non siano da noi stessi sollecitate”.

Alt. Fermi tutti. Queste, come direbbe Paolo Conte, sono parole d'amore scritte a macchina! Mi sembra di essere di fronte a una donna che sta decidendo se il mio destino si incrocerà con il suo, ovviamente per un fisiologico scopo riproduttivo impacchettato in quello che per comodità chiamiamo passione. Perché è un fatto che nel 90% dei casi sono le donne che decidono. E' appunto la regola a cui fanno qui riferimento. Può essere assurda, può non piacerti, ti puoi arrabbiare perché sei nato nello schieramento sbagliato, ma è così cazzo.

Noi facciamo la ruota, ma loro pescano dal mazzo. Noi mandiamo i dvd, ma loro decidono. Perché nel gioco delle parti non esiste uomo che dica di no mentre alla donna sono concesse almeno due opzioni. E' quindi evidente che i produttori sono femmine e i registi maschi. Quindi caro maschio/regista quello che voglio dirti per prima cosa è  che sì ho ricevuto i fiori, ma al momento ho così tanti fiori che potrei aprire un fottuto orto botanico. Wow. Sento l'odore primordiale della caccia. Come una bella donna, la Weinstein riceve milioni di telefonate, ma a pochi concede di farsi accompagnare al ballo della scuola. Quindi cosa tu mandi è relativamente poco importante, è l'istinto che governa queste cose, sono gli odori, i ferormoni, l'ossitocina...

Insomma, in questo grande rituale amoroso l'unica è essere sportivi o non giocare affatto. Siccome io mi sento più sportivo di de Coubertin la vera domanda è: come cazzo ha fatto Tarantino a portare al ballo la Weinstein? La risposta del coro è: perché è Tarantino. Naa. Sarebbe troppo facile.Troppo facile.



a tail by alexthecat | 00:13 | commenti




domenica, 20 luglio 2008
 
Tra un silenzio e l'altro ecco la Pausa Storielletta di mezza estate con l'esordio di Sal Salamandra.

Lo strano caso di Antonio M.

Dall'ultima pagina del diario di Antonio Maggiorana, ricercatore, poeta, nonché collezionista di francobolli di guerre stellari.

“... oggi ho potuto constatare l'efficacia del mio infuso a base di genzianella modificata. L'ho provata con Tin, il nostro jack russel... E' stata la mezz'ora più strana delle mia vita. Lo scambio è stato perfetto: io ero lui e lui era me. Dopo un primo momento di smarrimento mi sono sentito perfettamente a mio agio nel corpo di Tin. Posso in primo luogo smentire che i cani vedano in bianco e nero. E' solo come avere una focale più ridotta e una profondità di campo quasi nulla, ma per il resto ci vedevo benissimo. In compenso un universo di odori a me prima sconosciuti si è presentato a me. Per non parlare dei suoni. Avevo lasciato acceso la radio durante l'esperimento e mi sembrava di stare a un concerto live. Potevo sentire anche la corrente scorrere dentro i circuiti. E' stata una strana sensazione, ma non così strana come pensassi. Alla fine ero io. Mi mancava solo la parola. Cioè ho provato a parlare, ma ne uscivano solo guaiti.
E Tin? Come se la cavava nel mio corpo? Fortunatamente mi ero premunito legandomi con un collare robusto al muro. Osservavo il mio ex corpo dal basso in alto compiere strane evoluzioni nel tentativo di... Leccarmi le parti intime. Non un bello spettacolo. Emettevo dei suoni incomprensibili e un po' terrificanti. Poi tutto ad un tratto l'effetto è sparito e sono tornato nel mio corpo consueto. Tin sta benissimo. Ora so che basta qualunque traccia di dna del corpo bersaglio per utilizzare il mio potere. Domani stesso proverò con questo capello.”.

Sal Salamandra, commissario capo della mobile di Milano, giunse all'ultima riga del diario e lo richiuse.
- Dove sei Antonio? Dove sei finito, vecchio pazzo?
Sulle sue gambe Tin scondinzolava.
- Tu sai tutto vero? - Disse Sal a Tin.
Tin rispose abbaiando.
In quel momento entrò trafelato il tenente Salvo Rappazzo, bianco come un cadavere.
- Commissario! Commissario accenda la TV presto!
- Rappazzo si calmi, che mi spaventa il cane.
Rappazzo accese il 14 pollici che a fatica cominciò a sbattere le palpebre come si risvegliasse da un sonno profondo.
- E' il Presidente del Consiglio! - Urlò il tenente.
- Lo vedo Rappazzo, sai che novità. Alza il volume che non sento niente.
Il Presidente del Consiglio in carica stava tenendo una conferenza stampa. In basso scorreva il titolo dell'edizione straordinaria del telegiornale.

“... Io ho dato l'ok al rapimento di un cittadino egiziano da parte della cia durante il mio secondo governo e ancora ai tempi del G8 ho dato ordine alla polizia di...”

- Sta confessando tutto dottore! Tutto. - Disse Rappazzo.
- Lo vedo tenente, lo vedo.

“quanto ai soldi ai giudici ho sempre pagato fin dai tempi del Lodo ...”

- Che succederà ora?
- Non lo so tenente, credo che sia solo l'inizio. Ah Rappazzo, archivi la pratica Maggiorana.
- L'avete trovato?
Sal Salamandra guardava fisso il televisore, mentre i carabinieri portavano via il Presidente del Consiglio. Il Presidente sorrideva come se niente fosse, ma non era il suo solito sorriso.
- Credo proprio di sì Rappazzo. Credo proprio di sì.
Sal si accese una sigaretta e con lo stesso accendino cominciò a bruciare le pagine del diario di Maggiorana.

Fine.
a tail by alexthecat | 18:13 | commenti (3)




giovedì, 10 luglio 2008
 
... LE RIMANDIAMO IL SUO STUPIDO FILM

Puntata 2: in cui nessuno si aspetta l'inquisizione spagnola.

Ok. Il dvd è pronto. I sottotitoli in italiano e in spagnolo li ho messi con pazienza certorsina perdendo un altro paio di diottrie. Ho tolto quello sporchino in basso  al cui confronto preferivo una devitalizzazione senza anestesia. La copertina... La copertina è bella. Trattandosi di un dvd meglio dire avvolgente, ma è bello lo stesso. Candida. Razionalista. Quasi Bauhaus.
Ottimo. E adesso? Cosa me ne faccio? A chi lo mando? Come? Perché?
Quante domande! Io voglio solo mandare in giro un film, non mi aspettavo l'inquisizione spagnola!

E' il momento di Bruno Excel, quell'inestetico programma fatto di righe e colonne tutte uguali. Non so bene perché, ma inizio a dividere il foglio tra italia, estero e la voce sempre rassicurante “Altri”... Altri chi? Altre forme di vita? Esisteranno dei produttori su Urano? Del resto pare che di sistemi come il nostro ce ne siano molti più di quanto ci si aspettasse. Magari, in uno di questi, esiste un pianeta i cui cittadini sono solo magnati e produttori in cerca disperata di film. Praticamente se non trovano un film da produrre il pianeta è spacciato, peggio che l'effetto serra da noi. Eccomi qua. Salvatore di Hughes, terzo pianeta della galassia Eldorado.

Molti registi sognano ad occhi aperti. Alcuni trovano anche i soldi per farli diventare reali. I più compilano inestetici fogli excel come se servisse a qualcosa. Ad ogni modo riesco a mettere insieme senza troppo sforzo una ventina di nomi. I primi che mi venivano in mente più quelli che calcano le cronache modaiole. E' qui che noti come i produttori sono molto più star dei registi e a volte degli attori. Il produttore di Tarantino è entrato nel business delle calzature. Esticazzi. Un altro si interessa di energia da fonti rinnovabili. Doppio esticazzi carpiato.

Un produttore italiano per liquidarmi in modo rapido mi ha consigliato: “stai nel giro”. Evidentemente considerando che se ti definisci regista o attore nel giro già ci devi stare. Il problema è capire dove inizia il giro. Una cosa è certa: non è qui. Sì un paio di contatti fisici ci sono. Ma tutti gli altri come li raggiungo? A parte la Universal che ti scrive bello chiaro “non mandateci i vostri (stupidi) script se non ve lo abbiamo chiesto prima noi” con tutti gli altri l'unica è fare intelligence. Anche se non credo che questo sia il termine migliore, vista la stupidità della cosa.
Inutile dire che alla Universal gliene manderò per puro dispetto. 2 copie minimo.

Un sito illuminante dice: se siete degli autori dovete avere un agente che vi rappresenti. Forse è sponsorizzato dall'associazione “agenti che vi rappresentano”. Forse l'idea non è così malvagia. Tuttavia, al momento, mi farebbe aggiungere un'altra voce al famoso brutto foglio e un altro problema di cui non ho voglia di occuparmi ora. Prima voglio essere marchiato da una o più gustose lettere di rifiuto. Il top sarebbe “il suo film è troppo bello per noi e per il target a cui ci rivolgiamo”. Non fosse che ci è già successo con alcuni nostri corti sarebbe da incorniciare e mettere a fianco alla foto della ragazza che ti lasciò “perché non ti meritava”.

continua...
 
a tail by alexthecat | 23:42 | commenti




martedì, 24 giugno 2008
 
... LE RIMANDIAMO IL SUO STUPIDO FILM

Puntata 1: La paura fa 99 pounds.


E' evidente: il sentimento della paura crea profitti fantasmagorici. In termini politici direi che siamo nel paese più esemplare di questo fatto. La promessa di una guardia del corpo per ogni cittadino è il prossimo passo. Se posso scegliere vorrei come militare personale Solid Snake, quello che ha la tuta cangiante e ti spezza il collo silenzioso come un serpente.
L'industria della paura tira da dio. Volendo estremizzare anche un ipod o un telefono è un prodotto tipicamente da secolo del panico. Una sorta di isolamento dal resto del mondo con in più una rassicurazione sensoriale (la musica, il tatto, le foto) sul fatto che non siamo soli. Isolati, ma non soli. Il top. Una sorta di micro panic room iperaccessoriata. Siamo soliti dare del matto a chi sente le voci, ma presto sarà vero l'opposto e i matti saranno quelli che non le sentono.
Potrei divagare per ore sull'argomento, ma c'è un tipo di paura che è tipica degli autori di sceneggiature o film: la paura che qualcuno si arricchisca sul tuo sudato “capolavoro”. Difficile accettare che la legislazione attribuisce la paternità di un'opera in modo automatico e senza particolari necessità di un riconoscimento. E' così in Italia come nel resto del mondo, ma l'autore va in sbattimento lo stesso. Certo c'è il problema della prova. A differenza di un figlio una sceneggiatura non condivide il tuo codice genetico e un abile mariuolo potrebbe sbianchettare il tuo nome e mettere il suo sul capolavoro di cui sopra. A questo fine la Siae come altri strutture forniscono un servizio di deposito per le opere inedite che dovrebbe risolvere la questione. In realtà è solo un ansiolitico, nel senso che dimostra solo che l'hai depositato in una certa data, ma io potrei depositare anche lo scritto di un altro. Insomma, è un altro tipico prodotto del panic century: una cosa che costa un casino, non serve a un cazzo, ma la sera vai a letto presto con il tuo orsacchiotto e il pollice in bocca. In metafora politica è come votare Berlusconi: costa un casino, serve solo a se stesso e la sera vai a letto con un rottweiler con il tuo pollice in bocca.

Naturalmente l'ansiolitico l'ho preso anche io (e non si faccia gli snob) e quindi il primo lungometraggio ho deciso di depositarlo alla Writers' copyright association, visto che lo script era in inglese e loro garantiscono un deposito valido per tutto il mondo per 10 anni per 99 sterline pari, al cambio attuale, a circa 130 euro. Farmaco costoso e non deducibile dalle tasse. Con in più la simpatica illusione, come servizio gratuito accessorio, che il tuo script sia accessibile da “centinaia di produttori” attraverso il loro catalogo online. Me li vedo De Laurentis, Procacci & co. che sfogliano centinaia di file per trovare il nuovo blockbuster.

Per fortuna al mondo è venuto un certo Amadeus che ha musicato l'unico catalogo che valga la pena di essere tenuto.

 


a tail by alexthecat | 15:09 | commenti (2)




lunedì, 16 giugno 2008
 
Sal Salamandra.
Genesi di un personaggio.

1997. Avevo 25 anni e non ero proprio timido nei panni dell'universitario che aveva finito le possibilità di rimandare il militare. Come mi è capitato spesso, più per pigrizia che per calcolo, ho lasciato che il destino giocasse le sue carte e non provai nessuna gabola allora in voga per finire in qualche posto raccomandato a fare il servizio civile. Mi sembrava assurdo che ci si dovesse immanicare anche per una scelta che in teoria avrebbe dovuto essere ideologica. Ne fui ricompensato con un viaggio di 10 mesi nel profondo bresciano, in un paesino sperduto a 7 km dal lago di Garda. Lo ricordo ancora come un periodo tra i più belli vissuti per  esperienze e relazioni umane.  Facevo l'operaio comunale o più volgarmente lo stradino. Il mio capo era un buffo signore panciuto con baffi ottocenteschi che parlava un dialetto marziano e che mi chiamava “martellone” appellativo usato per i comunisti dai leghisti doc come egli si definiva. Simulava rudezza di carattere, ma si capiva subito che faceva parte di un'umanità rara. Si giocava a stuzzicarsi sui reciproci stereotipi culturali. La sua cultura paesana spesso si scontrava con la mia cittadina. Talvolta in modo brutale. Il mio capo aveva la predilezione di farmi incazzare ad esempio uccidendo animali che per me erano preziosissimi in quanto da cittadino soffrivo (e soffro) di un grave deficit di natura. Ogni volta che poteva mi lanciava in faccia un serpente che era riuscito ad uccidere poco prima. Inutile spiegargli che gli orbettini o le bisce d'acqua non erano pericolose. Per lui erano semplicemente troppe. O peggio avevano qualche maledizione addosso. Era incredibile scoprire quante superstizioni sopravvivessero alle soglie del terzo millennio a 100km da Milano. Un giorno, durante la pulizia di un fossato trovò una lucertola particolare e, stranamente, invece di ucciderla mi chiamò a guardarla. Era una salamandra. Non avevo mai visto una salamandra in vita mia e ne rimasi molto colpito. Era bellissima. Tutta nera e con macchie arancioni. La presi in mano tra le invettive del mio capo che blaterava che era velenosa e che portava rogna. Addirittura disse che era imparentata con il diavolo in persona. Forse quello era il motivo per il quale non la uccise, ma penso in realtà che avesse voglia di vedermi felice della scoperta.

In effetti scoprii successivamente che le salamandre nelle leggende popolari sono considerate resistenti al fuoco e quindi inesorabilmente sataniche. C'è da augurarsi di non rinascere salamandra o gatto nero almeno fino a che l'illuminismo non torni a prevalere.

Ad ogni modo tutta questa storia mi ha fatto pensare ad un personaggio per un prossimo film, lungo o corto che sia. Sal Salamandra. Non saprei bene ora dove collocarlo, ma la sua caratteristica principale è che la gente ne pensa male a sproposito. Pensa che sia cattivo o porti sfiga anche se in realtà non è vero. Sal Salamandra vive nell'immaginario collettivo come una leggenda negativa. Per questo Sal Salamandra è diffidente della gente e ricambia il sentimento di avversione con modi rudi, ma è in fondo, molto in fondo resta un buono. Sal Salamandra ha solo bisogno di qualcuno che lo tratti senza pregiudizi.
Potrebbe essere il classico poliziotto cinico da noir. Oppure un killer dall'animo gentile. In un modo o nell'altro Sal Salamandra presto vivrà. Anzi. E' già qua.

Si ringrazia per la foto Matteo, fotonaturalista di gran talento.


a tail by alexthecat | 12:37 | commenti (1)




martedì, 10 giugno 2008
 
NON E' CHIARO, MA LO SARA'... forse...



Carissimi, gentilissimi, luminosissimi!

E' ufficiale: sta per scattare il PIANO B.

No, per favore, niente domande adesso.
Tutto quello che possiamo comunicare per il momento è:
1) Ci servono un paio d'ore del vostro tempo.
2) Si tratterebbe di recarsi in un posto stabilito (a Milano), in un'ora stabilita, a fare una piccola cosa stabilita.
3) E' una cosa che possono fare tutti (anche i bambini piccoli).
4) Non richiede sbattimenti, non comporta sputtanamenti, non ha implicazioni politiche.
5) E' cosa buona e giusta.
6) Il risultato vi divertirà moltissimo e lo scopo vi renderà fieri di aver partecipato.
7) Lo racconterete agli amici e - se ci arriverete - anche ai classici nipotini (sennò non temete: Ideificio ha in mente un nuovo servizio di Nipotini a Nolo, da mettere a disposizione a chi non ne ha di suoi. Potrete raccontare loro tutto quello che vorrete, per una modica cifra oraria, senza nemmeno bisogno che le cose raccontate corrispondono al vero. I Nipotini a Nolo di Ideificio sono allenati a credere a tutto!).

>>> N.B. Se anche uno solo dei 7 punti non risulterà vero, sarete rifondati con 2 ore del mio tempo, da utilizzare come meglio credete (posso stirare, sbrigare commissioni, far andare la lavatrice, leggervi una favola, cantarvi una canzone, etc etc etciù!)

Nel corso della prossima settimana chi è compreso nella IdefixMailingList riceverà tutte le istruzioni via mail.
Chi non è iscritto ha tempo tutta questa settimana per iscriversi e ricevere le istruzioni mandando una mail a mauro@ideificio.com
Ah, dimenticavo... chi riceve le istruzioni PUO' a sua volta mandarle a chi vuole.
Il senso dell'operazione è: più siamo, meglio è!

Grazie della cortese attenzione.
Prego della cortese comunicazione.
Fonte: ideificio.
a tail by fairytails | 11:17 | commenti (2)




domenica, 08 giugno 2008
 
"Tua moglie mi tradisce!"
Arrivederci Dino!

a tail by alexthecat | 11:51 | commenti




venerdì, 06 giugno 2008
 
... LE RIMANDIAMO IL SUO STUPIDO FILM
Cronache dal favoloso mondo dei produttori – puntata 0.

Forse non tutti sanno che nei mesi scorsi abbiamo girato e montato l'inizio del nostro primo lungometraggio. Un progetto bizzarro e ambizioso la cui difficoltà primaria è quella di trovare l'inafferrabile magnate disposto a realizzarlo per intero. Al momento, infatti, ne abbiamo girato il primo quarto d'ora (e qui la battuta facile sarebbe "ho passato un brutto quarto d'ora vedendo il tuo film").

Forse non era la parte più significativa, anche perché il film poi cambia registro rispetto all'introduzione, però era quella più divertente e teatrale da girare e che rende un po' il concetto di fondo del film. Certo ad alcune persone selezionate per l'anteprima è rimasto l'occhio sgranato, ma è pur sempre una reazione. Inutile dire che in quanto autore dello script lo trovo un capolavoro quasi assoluto, ma la mia deposizione vale come quella della mamma del mostro di Milwaukee. “Vostro onore questo ragazzo non ha mai fatto male a una mosca”.

Ad ogni modo non vorrei entrare nel merito del film, anche se non è escluso che presto si realizzi una pagina internet a lui dedicata. Per i nostri affezionati lettori qui riporterò solo la cronaca del viaggio del nostro bozzolo di lungometraggio. Viaggio magari molto breve e come mi ha già scritto un produttore italiano per incoraggiarmi “lungo e tortuoso”. E' possibile poi che di tutto ciò resti solo questa cronaca. Speriamo sia almeno interessante.


a tail by alexthecat | 14:17 | commenti




mercoledì, 28 maggio 2008
 
A rivederci Sydney!
 
a tail by alexthecat | 10:21 | commenti (6)




giovedì, 15 maggio 2008
 
KATHMANDU E' ONLINE



Cliccando sull'immagine o dalla sezione creature potete arrivare alla pagina dedicata al nostro nuovo cortometraggio. Buona visione.


a tail by fairytails | 22:55 | commenti (2)